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mercoledì 17 aprile 2013

Contro Draghi. Guzzetti: «Le banche non fanno beneficenza»

Una brevissima riflessione trovata su Il Giornale: cosa possono fare le banche? Non siamo gli unici a chiedercelo.

Battibecco a distanza tra il presidente della Bce, Mario Draghi, e Giuseppe Guzzetti. Le banche «sono aziende e non enti di beneficenza», ha detto il presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri dopo le critiche mosse da Draghi: secondo il capo della Bce, le banche chiedono infatti prezzi «non ragionevoli» per concedere prestiti. Il problema non sono le banche ma «è il contesto», ha detto Guzzetti, che è garante insieme a Giovanni Bazoli degli equilibri di Intesa Sanpaolo. «In una situazione di crisi economica - si è chiesto - con le sofferenze che esplodono, cosa possono fare le banche?»

martedì 18 maggio 2010

Banchieri a pranzo da Tremonti

"I big del sistema bancario italiano si sono presentati negli uffici milanesi del ministero delle Finanze per il consueto pranzo mensile con il ministro Giulio Tremonti. All’appuntamento hanno partecipato il presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, Alessandro Profumo per Unicredit con il vice presidente Fabrizio Palenzona. I banchieri sono arrivati attorno alle 13 e hanno lasciato il palazzo in auto poco prima delle 14,30. Alla stessa ora si è allontanato a piedi dalla sede del ministero anche il presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri, Giuseppe Guzzetti che ha però spiegato di non aver partecipato al pranzo e non aver incontrato Tremonti."
(da ilgiornale.it)

venerdì 15 gennaio 2010

Guzzetti: Intesa deve rivalersi su Credit Agricole

Secondo Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, Intesa Sanpaolo deve rivalersi su Credit Agricole e Assicurazioni Generali in caso di sanzioni da parte dell'Antitrust.
Il clima di insofferenza per l’impasse creata dall’Agricole è comprensibile, dato che su Intesa incombe il rischio di maxi multa fino a 500 milioni di euro.
Il procedimento di inottemperanza si trascina da mesi, ma dopo che Credit Agricole ha disatteso anche l’impegno di scendere dall’attuale 5,49% sotto il 2% di Intesa Sanpaolo, la scorsa settimana l’Antitrust ne ha posticipato la chiusura al 22 febbraio, per evitare problemi con i tempi che devono essere assicurati alla difesa. Sembrava ceh Credit Agricole volesse valutare un congelamento dei diritti di voto ma per l’Antitrust la questione chiave è verificare la posizione “terza” di Credit Agricole, che in Italia controlla Cariparma, rispetto a Intesa Sanpaolo. Ecco perché all’Antitrust non è piaciuto l’accordo con Generali che ha permesso a Credit Agricole di iscrivere il legame con Intesa tra la partecipazioni strategiche, evitando ricadute in bilancio.
''Se ci saranno sanzioni - ha spiegato Guzzetti - Intesa Sanpaolo può rivalersi sugli azionisti. La banca ha titolo per farlo, nei confronti di chi ha violato le decisioni dell'Antitrust che erano note e che sono state portate in Consiglio di Amministrazione. Lì dentro c’era qualcuno di Crédit Agricole e Generali, o no?”.