Francesco Perilli di Equita SIM intervistato da Sole Plus 24:
Sole Plus 24 - Dottor Perilli, le borse con le eccezioni di Piazza Affari e Madrid vengono da un biennio di forte rimbalzo dopo la grande crisi. Il 2011 sarà ancora all'insegna della crescita?
Francesco Perilli - Avremo a che fare ancora con mercati volatili, ma ci aspettiamo comunque performance positive dei listini.
L'economia globale cresce più del previsto, gli utili stanno sorprendendo in positivo e gli investitori sono tuttora sottoinvestiti sull'azionario europeo e in modo particolare sui titoli italiani.
Sole Plus 24 - Ma ci sono fattori esogeni che pesano. Penso alla Libia, al prezzo del petrolio in risalita, ai primi bagliori d'inflazione.
Francesco Perilli - Un po' d'inflazione è benvenuta, tanto è vero che fino a qualche mese fa tutti erano preoccupati da un'eventuale, e per me assai più pericolosa, deflazione. L'aumento del prezzo del petrolio non è un problema se rimarrà temporaneo, ma la verità è che nessuno sa prevedere come evolverà la situazione geopolitica e quindi l'unica soluzione è concentrarsi su titoli con buoni fondamentali.
domenica 13 marzo 2011
venerdì 11 febbraio 2011
I banchieri ottimisti sugli accantonamenti
I banchieri sono ottimisti sulla diminuzione del costo del credito, anche se tengono sempre la guardia alta sulla liquidità, per non correre il rischio di rifinanziamento.
E' quanto ha scritto il Messaggero dopo il vertice di ieri tra il direttorio di Bankitalia guidato da Mario Draghi e i sei grandi banchieri italiani: Corrado Passera (Intesa Sanpaolo), Federico Ghizzoni (Unicredit), Antonio Vigni (B.Mps), Pierfrancesco Saviotti (B.Popolare), Victor Massiah (Ubi B.) e Alberto Nagel (Mediobanca). Hanno partecipato anche il presidente e il d.g. dell'Abi, Giuseppe Mussari e Giovanni Sabatini.
Essendo il costo del credito una voce del conto economico, ha spiegatoil Messaggero, una riduzione degli accantonamenti comporta un miglioramento della redditività.
E' quanto ha scritto il Messaggero dopo il vertice di ieri tra il direttorio di Bankitalia guidato da Mario Draghi e i sei grandi banchieri italiani: Corrado Passera (Intesa Sanpaolo), Federico Ghizzoni (Unicredit), Antonio Vigni (B.Mps), Pierfrancesco Saviotti (B.Popolare), Victor Massiah (Ubi B.) e Alberto Nagel (Mediobanca). Hanno partecipato anche il presidente e il d.g. dell'Abi, Giuseppe Mussari e Giovanni Sabatini.
Essendo il costo del credito una voce del conto economico, ha spiegatoil Messaggero, una riduzione degli accantonamenti comporta un miglioramento della redditività.
domenica 16 gennaio 2011
Carmine Lamanda è il nuovo assessore al Bilancio di Roma
Nel luglio del 1968 entra in Banca d'Italia e dal 1970 è a Roma presso l'Amministrazione Centrale, dove è stretto collaboratore di Guido Carli per gli aspetti di vigilanza bancaria. Nella Vigilanza della Banca d'Italia segue le grandi operazioni di ristrutturazione del sistema creditizio.
Nel 1994 è distaccato presso il Ministero del Tesoro, guidato da Lamberto Dini, che gli conferisce l'incarico di Capo di Gabinetto; qui, con Mario Draghi, lavora alla delega per la riforma della Finanza.
Nel 1997 Cesare Geronzi lo chiama in Banca di Roma, dove segue le strategie del Gruppo e, con Giorgio Brambilla, la ristrutturazione dei costi. Dal luglio del 2003 è stato direttore generale di Capitalia.
(da Romatoday.it)
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